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l’angolo delle fandonie

prologo : ogni nazione tende ad ammaestrare i propri storici, ed emarginare i ricercatori seri ma scomodi, dubito infatti che vedrete mai pubblicizzato un libro che parla dei massacri di intere popolazioni operato dall'esercito romano, dalla Serenissima Repubblica, dai colonialisti inglesi, spagnoli e francesi, e tanto per rimanere ancora in casa, da quelli operati dall'esercito italiano, eppure ci sono ma non appaiono mai nei vari talk-show, meditate gente, meditate

non esistono storici apolitici !! e quando leggete i loro testi, se proprio cercate, lo capirete da soli da che parte pendono, compreso il sottoscritto

 

Su Trieste e i triestini, di baggianate colossali se ne sono scritte, sia da dilettanti allo sbaraglio ma anche da esimi professori, o presunti tali, in taluni casi la gran parte si sono perpetuate a causa di incauti copiatori, in altri sono state divulgate con secondi fini, quasi sempre politici, e che dire poi dei ruffiani di turno, quelli non mancano mai, ancora oggi, pare che i barzellettieri vadano di moda, li trovate in internet ma anche sul quotidiano locale e ... nelle librerie

ecco a voi alcuni esempi, gia’ additati nelle varie pagine del sito :

 

1 – Tergeste nel 1300 era un paesetto di pescatori – frase infelice che scrisse Jacopo Cavalli, non so come mai gli sia sfuggita, grave per uno storico che conosceva molto bene il 1400, ma indubbiamente nulla del 1300, sta’ di fatto che molti ancora oggi la ripetono a pappagallo, naturalmente persone che della Storia di Trieste ne sanno poco nulla

 

2 – a Trieste anticamente si parlava il ladino – questa assurda credenza, nacque nell’800 e trae origine da un falso clamoroso, l’autore gia’ noto per copiature, fu’ il Mainati con un libercolo in cui pubblico’ una serie di lettere inesistenti, in un fantomatico ladino. Venne sconfessato pubblicamente sia dal Kandler che dal Zenatti, quest’ultimo poi in un articolo con pungente ironia, alluse ad una ricerca di facili guadagni. Nonostante tutto, l'allora stimato glottologo Ascoli, cadde nel tranello, e senza appurare se gli scritti erano confortati da originali, divenne un paladino del pseudo ladino, altri si accorsero dell’inganno ma nessuno ebbe il coraggio di farlo notare al professore, a quel tempo molto considerato in ambienti irredentisti. Nonostante quei tempi siano passati, l’Ascoli seppellito, qualche non raro fenomeno che enunci in pubblico, buffonate del genere, non manca mai, per non dire di quelli che chiamano il nostro dialetto... istro-veneto ! Consiglio la visione della pagina : il dialetto triestino

 

3 - epiteto "giuliani" - spetta esclusivamente ai triestini e a nessun altro !.. e NON deriva dalla "gens Giulia" ma lo si deve a quei 300 cittadini che combatterono in aiuto di Berengario (primo marchese del Friuli e re d'Italia) presso Piacenza (contro Guido di Spoleto), e gli salvarono la vita. Grato dell'aiuto, nomino' Giuliano figlio di Lucinio pretore di Tergeste, a conte di Barbana, e da quel Giuliano nacque l'epiteto di giuliani, poi la retorica nazionalista post 1918 se ne impossesso' e lo uso' a suo piacimento, distribuendolo e destra e a manca

 

4 – il castello di san Giusto venne eretto dall’ Austria per controllare i triestini – altra invenzione di pura fantasia, molto usata da certi scrittori della domenica. Eventualmente furono i veneziani, che iniziarono per primi col bastione di san Giusto nel 1371, ad erigerlo per questa funzione, ed egualmente il castello di Amarina, ma questi smemorati dimenticano (sic !) che :

a – gia’ nel 1389, tempi non sospetti, Alberto, duca d’Austria, concede al Capitano di Trieste, Ugone di Duino, ad erigere un castello
b – il castello venne costruito in tempi lunghissimi, dapprima con lavori volontari, poi diventarono saltuari, i soldi mancano sempre, le frequenti guerre poi bloccavano i lavori 
c – gli stessi triestini inviano una supplica alla Corte per un aiuto per la costruzione del castello a difesa degli attacchi di Venezia e degli istriani, l’Austria immediatamente ordina a Lubiana di aiutare la citta’
d - le orde turche che poi attaccheranno Vienna, avevano gia' mandato drappelli a razziare i paesi del Carso, tanto da giungere sino alle porte della citta'
- se davvero avesse voluto controllare la citta’, non credete che l’avrebbe fatto con una certa urgenza ?

Il web di queste fole ne e’ pieno fino alla nausea, una certa (giornalista?) T. Benedetti, in un suo articolo del 2007 (ma anche altri a ruota) millanta l’erezione del forte Kressich nel 1854, ora base del faro, come opera atta allo scopo di controllo sui triestini, sarebbe da riderci su, se non fosse che qualcuno potrebbe anche crederle !

 

5 – Tor Bandena – in nessun documento di Trieste appare una torre cosi’ menzionata, un invenzione probabile del Caprin, forse dovuta ad un grossolano errore di lettura, spero. Dato che varie torri cittadine ebbero nome da una famiglia, ma non certo questa che sappiamo bene si chiamava “delle Saline”, penso’ di appiopparla ad una che non e’ mai esistita, come dicevo, forse scambio’ la famiglia Bandera, ben documentata, ma neanche questa, con la torre aveva nulla a che fare, con la fantomatica Bandena. Ma in epoca molto sospetta, cio’ che diceva il Caprin, era preso per oro colato, cosi’ ancora oggi abbiamo una via con questo nome ... l'ha detto lui

 

6 - l’Austria incentivo’ la slavizzazione di Trieste e Istria ecc..... – questa barzelletta la trovate in molti testi (carta da macero), e siti web e blog, gestiti dai soliti poco ignoti, che approfittano del fatto che solo rarissimi si addentrano nella materia, la maggior parte crede a tutto quello che pseudo-scribacchini agevolati da munifici sponsor di parte, scrivono. Se qualcuno si prendesse la briga di consultare le documentazioni del Senato veneto (Secreta Senato-cose dell’Istria), magari scoprirebbero che fu’ proprio Venezia ad insediare croati, albanesi e bosniaci in fuga dalle invasioni turche, in un Istria ormai disabitata, ma ..... gli slavi, non arrivarono, secondo i piu’ eminenti studiosi del tempo, nel VI° secolo ? e qui urge una riflessione, se Venezia, o meglio Rialto, primo agglomerato di una Venezia agli albori, nasce nel V° secolo, creato dalle popolazioni in fuga dalle invasioni barbariche, e nel VI° secolo e’ ancora una cittadina, si in espansione, ma niente ancora a che vedere con citta’ come Padova o la stessa Tergeste, tanto che solo nel 697 appare il primo Doge, che poi tra l’altro dipendeva da Ravenna bizantina, e se gli slavi al seguito degli avari, occupano Dalmazia e Istria nel VI° secolo (ma c'erano stati anche prima), chi e’ arrivato per primo ? Lo sanno bene quelli che si sono presi la briga, di leggersi le storie della Serenissima, scritte da veneziani, ma il gioco delle tre scimmiette, paga ancora

 

7 - tra le tante scempiaggini che sono stato costretto a leggere, una (anzi due) delle piu' ridicole, e' stata quella in cui si affermava che l'imperatrice d'Austria Maria Teresa, non fosse mai venuta in visita a Trieste perche' non amasse il mare, e gia' questa basterebbe a far sorridere, ma i geni che imperversano nelle librerie con i loro pomposi volumi, non si sono limitati, quasi a chi la spara piu' grossa, alcuni si sono azzardati a enunciare, che non fosse mai venuta a causa della bassa nobilta' del patriziato triestino, e qui permettetemi di sganasciarmi, chissa' perche' allora tanti imperatori prima e altri dopo, invece ci sono venuti e tante volte.

 

8 - Nella manipolazione storica della storia triestina, non poteva mancare quella che coinvolge persino un grande concittadino come Domenico de Rossetti (foto a lato), statista, storico,di alta levatura culturale e morale. In tempi relativamente recenti, i soliti scribacchini venduti al miglior offerente, lo spacciarono per fautore dell'italianita' della citta', ma i tapini dimenticano che ...fu' invece uno dei firmatari dell'atto comunale, con cui si chiedeva a Vienna di riconoscere e rinnovare la provata fedelta' e lealta' all'impero della citta' nel 1818 (Trieste citta' fedelissima), ma anche sostenitore dell'autonomia all'interno dello stesso. Ahime', tra i divulgatori di queste balle anche la grande eciclopedia Treccani, pensate come siamo messi male !! 

 

9 - Trieste citta' mitteleuropea - questa assurdita' la diffondono puntualmente tutti coloro che parlano senza neppure conoscere l'argomento, Trieste fu' citta' mitteleuropea sino al novembre 1918, poi la forzata nazionalizzazione riusci' a cancellare questa identita', usando l'arma dell'odio etnico verso quelli che non erano italiani, tanto che nomi e cognomi vennero anch'essi italianizzati, venne proibito di parlare altre lingue che non fossero l'italiano, chiuse le scuole di altre lingue ecc.. ecc... di questo argomento dovrei scrivere pagine e pagine, ma dubito molto che coloro che non sono triestini, e quelli che lo sono solo dopo quella data, possano capire. Ma forse, l'aggettivo e' usato per l'urbanistica, in questo caso possiamo darla per valida.

 

10 – Trieste in Istria – qui non sarebbe nemmeno da commentare, chi ha un barlume di geografia, si prende una cartina e tira una linea, naturalmente ci sono anche quelli che nella penisola istriana inseriscono oltre a Trieste, anche Fiume (RAI: Mixer – Minoli) , a quando anche il Friuli ? al ridicolo non c’e’ mai fine

 

11 – Trieste in Friuli – che gli italiani al di la’ del Veneto, siano completamente all’oscuro di dove siamo e ancor meno chi siamo, ci pare chiaro, basta ascoltare un telegiornale nazionale, e un incauto giornalista ci casca puntualmente, per non parlare poi, di quando veniamo citati come friulani, l’ignoranza dilaga (vd sotto) ! allora i veneziani sono cadorini ? i fiorentini maremmani ? però sanno pronunciare Emila-Romagna, val d'Aosta, Reggio Calabria, a ... Alto Adige ... ecc....

 

12 - Ferluga da Ferlugi - spopola in citta' un libercolo, molto pubblicizzato, sui cognomi di Trieste, nel quale uno degli autori, afferma che la sua famiglia arriva qui dall'Istria nel 1500, al che, questo basta gia' a farmi sobbalzare, non sa che c'erano gia' nel 1300 ?? ma dove ha tratto le fonti questo signore ? ma continuamo, pare, che tra le tante accozzaglie inserite, vi sia anche questa dei Ferluga, che secondo fonti anonime, trassero il loro nome dal borgo nei pressi di Conconello ! orbene, qualcuno dovrebbe dire a questi signori che : Simez Ferluga alla fine del 1400 abita a san Dorligo dove si ritrovano sino al '500 (leggere : libri dei vicedomini - archivio diplomatico), nel 1678 abitano a Grozzana e ricevono in affitto i terreni a Conconello dai proprietari Cristoforo de Prem e sua moglie Isabella (nata de Calo') ecc.... ecc... come vedete il cognome era pre-esistente. Cosa non si fà per un po' di notorieta' ....solita carta straccia (vd anche n 20)

 

13 - Padriciano - tra le innumerevoli leggende metropolitane, anche questa occupa un posto di rilievo, secondo cui il nome del paese, deriverebbe da un certo Padrichiar che avrebbe posseduto li terreni, precisiamo : Padrich o Padrichiar e' il toponimo precedente all'arrivo di questo personaggio che altro non e' che certo Gergich (croato e non carniolo, per cui : Grgič) Juan, che venne soprannominato Padrichiar, proprio perche' possedeva in quel posto terreni (vicedomini vol. 98 - p. 199) anche in (10C - doc.ti dei frati Capuccini) - qualcuno corregga anche l'assurda e improponibile Wikipedia, ma tanto non servira', la risentirete ancora

 

www.triestestoria

14 - Miramar - e' insulsa credenza che l nome del castello scritto e pronunciato in questa forma, sia la versone dialettale (vd. anche Wikipedia), altro errore colossale, se i soliti scribacchini si fossero letti bene la vera storia, avrebbero scoperto che l'arciduca Massimiliano volle questo nome a ricordo di una localita', ancora presente, a Maiorca (Spagna), di cui era stato ospite e ne era stato affascinato, infatti e' noto ai cultori della lingua spagnola che il vocabolo tradotto sarebbe : guarda il mare e non .. miramare. In alcune immagini del fine '800, vediamo ormeggiate delle barche che portavano i cittadini dal molo san Carlo al castello, la scritta sul fianco e' eloquente : per Miramar ! cosi' anche le mappe del catasto franceschino (vd. immagine!)

 

15 - via della Geppa - per decenni si e' divulgata la stramba notizia che il toponimo derivasse da un fantomatico vocabolo del tergestino inerente l'orografia del sito a lato del torrente che allora scorreva all'aperto, niente di cosi' favolistico, in verita' deriva dal nome della signora ; de Zucaglo, moglie di Tixoli e abitante in Cavana, che troviamo citata gia' nel 1332 come Jeppa (leggesi : ieppa), forse questo si', come forma dialettale del nome Giuseppa, e che aveva terreni in loco. Come troveremo spesso in uso a Trieste, l'abitudine a chiamarla per nome, fece si' che mutasse il cognome originale con il suo nome proprio, mentre suo figlio Toti, soprannominato "belfradel" dara' origine ad un altro ramo familiare che adotta il soprannome come cognome, da cio' i Zucaglo mutano in ; Jeppa e Belfradel, ma stessa famiglia. La forma Geppa, appare solamente alla meta' del 1800.

 

16 - Michez e Jakez - ennesima favola ormai ben assorbita dai miei concittadini, che credono che i due personaggi che da centinaia di anni battono le ore sulla torre del palazzo comunale, portino il nome di due severi giudici cittadini. Intanto precisiamo che Michez non e' altro che Michele in un forma che parrebbe slava, egualmente Jachez ovvero Jacomo, nomi molto diffusi in epoca medievale, periodo in cui molti furono i giudici omonimi, ma non ci risulta che qualcuno in particolare, si fosse distinto in questo senso, tanto da rimanere nella memoria. E allora, chi furono Tinza e Marianza ? in verita', era d'uso ai triestini, dare un soprannome ironico oltre che alle persone, anche alle cose, pensiamo al .. palazzo cheba o al ..ponte curto

 

17 - osmize - l'elenco di errori non si ferma, ennesima credenza che si perpetua, ma errata ! trattasi della vendita al minuto effettuata dai produttori (contadini) del vino e altri prodotti del suo terreno, prende il nome dalla parola slava “osem” che significa 8, come i gg permessi per l’apertura al pubblico, la presenza di queste rivendite occasionali, e’ segnalata da un gruppo di rami appesi (in origine furono edere). Nonostante si creda comunemente che sia stata istituita dall’imp.ce Maria Teresa d'Austria nel 1784, non corrisponde al vero, fu’ forse solamente regolamentata (in 8 gg appunto), infatti abbiamo gia’ notizie documentate nel 1300, delle “frasche” nei documenti del comune, che pagava regolarmente varie persone che fungevano da guardiani, onde evitare le frequenti intemperanze dovute alle abbondanti libagioni, numerosi sono i processi per risse, ferimenti e pure omicidi, in una nota comunale del 1346, il comune paga i guardiani che furono a s. Giovanni e a Cologna (oggi rioni, ma allora paesetti del circondario) per 36 giorni ! insomma in definitiva, le osmize hanno almeno ben 700 anni di vita. 

 

18 - citta' di irredentisti - naturalmente la propaganda del tempo, aveva bisogno di una scusa per avvalorare la guerra di pura conquista, e si e' inventata la favola del momento, ma questa tesi non sta' in piedi, anche se 9 italiani e 1/2 su 10 ci credono ancora. Primo : in una citta' che contava allora 200mila persone, forse una cinquantina di carbonari, non bastano di certo ad etichettare tutta la popolazione. Secondo : se vi prendete la briga di verificare l'origine familiare dei cosidetti "irredentisti", scoprirete che non solo non erano di Trieste, ma spesso giungevano da territori notoriamente avversi all'impero (Sauro, da Capodistria-Manin veneto-Suvich ungheresi-Oberdank dal goriziano slavo-Gambini lombardi- Rismondo dalmato- Stuparich lussignani - Salata da Ossero- Mayer (quello del Piccolo) ungherese- Bergamas (bergamaschi) originari del goriziano, ecc... ). Terzo : nel 1848, mentre i moti fermentavano per tutta Europa, a Trieste 4 scalmanati scesero in strada a gridare abasso l'Austria e w l'Italia, per poco non furono linciati dai passanti, a questo proposito, il Pinguentini disperato, scrisse un eloquente trattato sul fallimento in questa citta' della supposta rivoluzione. Quarto: nel 1914 i triestini in massa si arruolarono nell'esercito austro-ungarico, ma gli elenchi, anche dei caduti, vennero occultati dallo stato maggiore italiano dopo la fine della guerra, come avrebbero potuto spiegare che in realta' il popolo non anelava all'occupazione italica ? Quinto : alla notizia dell'entrata in guerra dell'Italia, proprio contro l'Austria, gruppi di cittadini, tra cui anche donne, scesero in strada a protestare contro i fomentatori ben noti, la rabbia monto' talmente che vi furono dei veri assedi ai covi degli italianisti, ne fece le spese anche il giornale cittadino che era sovvenzionato proprio da massoni irredentisti, e venne bruciato, egual sorte la sede della Lega Nazionale, nota fomentatrice, naturalmente dopo il 1918 la storia venne abilmente manipolata, dando la colpa a ipotetici austriacanti di lingua tedesca aiutati dalla stessa polizia, ora dopo quasi 100 anni !! sembra che ormai non riescano più a nasconderlo ..... Sesto ; ancora oggi, la suddetta propaganda, usa le immagini dell'arrivo via nave, delle truppe italiane, e della folla festante che le salutava, ma ... non specifica che la citta' in quel momento era alla fame, l'impero in disfacimento, le comunicazioni interrotte, i commerci bloccati, i viveri non arrivavano piu', intere famiglie erano o si apprestavano ad emigrare in altri lidi, regnava il caos, cosi' molti si riversarono nella piazza sperando negli aiuti, e non molto tempo dopo, se ne pentirono amaramente.
Neppure oggi, che per fortuna nell'analizzare la guerra 14-18, sono scomparsi i toni trionfalistici, e si sono svelati tanti scomode segrete verità (ci sono voluti 100 anni!), gli storici che ne parlano alla TV, dimenticano di far notare che i militari triestini (e del Kustenland tutto) combatterono nelle armate imperiali dell'Austria-Ungheria, anche sul fronte russo

 

19 - da alcuni giorni (ott. 2013), mi e' giunto tramite email l'indirizzo per un sito di Facebook che pubblicizza un libro sulle bellezze dell'Istria, ci sono andato e ..... dopo aver letto un bellissimo articolo sulla storia dal 1946 in poi, altre sull'epoca istro-illirica o pre-romana sulle quali si potrebbe obbiettare, scopro che il sito include nell'Istria anche .... san Dorligo ! e di colpo mi sono cadute le braccia, e pure Zaule ! ma come se non bastasse gli autori ne hanno sparato una di quelle un po' troppo grosse, ovvero : il toponimo Zaule, deriva dal tedesco Zoll, dogana ( come Zolla, paese del Carso). Strano, e' vero che a Zaule, dopo la presa di Muggia da parte veneziana, sul ponte del torrente Rosandra, venga eretta una dogana, ma considerando che, il toponimo e' riportato gia' nel 1200, e che in quella data non ne esiste nessuno in tedesco, tanto meno nel tedesco del tempo, di gran lunga diverso da quello odierno, e che inoltre non ci sia notizia documentata di una improvabile stazione di dogana pre-esistente, direi che si tratta di ... una musada ! peccato, se solo si fossero documentati, magari leggendo tra le mie pagine, madornali errori del genere, se li sarebbero evitati

 

20- tra le numerose sparate a vanvera che trovate nei libri, nei depliant ecc.. non manca mai quella che vi propina un elenco di numeri, su quanti fossero gli abitanti di Trieste nei secoli, errori sfornati anche da eminenti storici ma, senza nessuna base, solamente molto ipotetici, infatti non abbiamo a supporto nessun documento (tutti andati perduti) di anagrafe cittadina, sino al 1765 in cui appare un primo abbozzo molto approssimativo e incompleto, per poi finalmente nel 1775, il Tognana de Tonenfeld ne compila una completa e ancora disponibile. Si ipotizza che attorno al I° sec. d.c., gli abitanti fossero circa 12mila, il numero viene ricavato dall'uso tutto romano, di erigere teatri per almeno mezza popolazione, dopo ... il buio, Tergeste nel 804 d.c. partecipa al Placito di Risano con 30 rappresentanti, equiparata a Pola, ma cio' non basta a renderci l'idea della quantita' di popolazione, nel 1202 e' immaginabile che Trieste avesse il doppio della popolazione di Muggia, lo si deduce dall'omaggio in orne di vino, a cui vennero obbligate dall'armata del Doge Dandolo, ma di quanta gente parliamo, non ci e' dato sapere. In epoca medievale, sappiamo per certo dai doc.i comunali, che vi furono in diversi periodi, stilati degli elenchi degli abitanti sia cittadini, che del circondario, il comune infatti riporta i pagamenti effettuati ai notai che li redissero, ma purtroppo sono le uniche note giunte sino a noi, il 1348 e' l'anno delle stragi in Europa a causa della peste nera, di sicuro colpi' anche qui, ma oltre ad un certo numero di testamenti, mancano i documenti ufficiali del comune, che avrebbero forse fatto luce, nel 1467 sempre a causa della peste una cronica dell'epoca, riporta la morte di ben un terzo dei cittadini, ma anche in questo caso non abbiamo riferimenti numerici. Neppure il mio certosino lavoro, di scorporare nomi e cognomi dai vari documenti del nostro archivio diplomatico, e permettemi di dire, unico ad averlo fatto, puo' essere esaustivo, infatti vengono citati solitamente personaggi che pagano affitti, multe, dazi, o che ricevono salari, altri per processi e testamenti, ma come ben sappiamo, sono mancanti un numero imprecisato, ma corposo di documentazioni, andate perdute, pensiamo solo dell'epoca vescovile, di cui ci rimangono solo poche pergamene. Insomma, quanti erano, ancora oggi non lo sappiamo, il resto ... fandonie.

 

21 - da alcuni anni uno scrittore di Trieste ma con radici istriane, probabilmente ben sponsorizzato e di sicuro molto pubblicizzato, ha scritto un libro sui cognomi triestini, e che molti avranno comprato, un accozzaglia di stupidaggini a profusione, da far rabbividire gli studiosi seri, dal sostenere che Calligaris sia il cognome piu' antico di Trieste, baggianata colossale ! intanto per precisare, caligar nel medioevo era il calzolaio, e attestato a cognome, arriva appena attorno al 1750 con Francesco di Cormons [archivio 2D32], altra sparata colossale : i Fonda giungono nel 1700, peccato che Blasio, vivente a Basovizza, nel 1479 vende una sua vigna in Timignano [vicedomini-vol 39-p 139v] seguono a ruota tutti gli altri, ma non finisce qui, secondo l'esimio scrittore, gli Alberti (gia' presenti a Trieste nel 1300- archivio 2D2 - p. 6v) sarebbero veneti, friulani e ....... dalmati ?, allucinante ! e come non finire in bellezza, parlando del suo stesso cognome, attesta che sono presenti dal 1700, e qui casca l'asino ! de Bonifacio Andrea, 4/1/1298 il Podesta' di Trieste lo nomina procuratore per un testimone [urbario ss. Martiri- M.L. Iona-p. 152] - Martino, tra il 1308 e il 1319 paga le decime al Capitolo di Trieste [archivio - 2D3 - p. 55v][2D4 - p. 50], abitava in Cavana [vicedomini-vol 2-p. 2] come Vitale [vicedomini 1 - p. 17v e 85v], Domenica (nata Cergna) vedova di Johanne, si risposa con Lazaro de Basilio, il 5/4/1407 ammalata, detta testamento [vicedomini 28-p. 128] etc.. etc.. potrei continuare con altri 40 personaggi, ma non ne vale la pena, e' solo carta da reciclare per altri usi, ben piu' consoni

 

22- dimenticavo ..... il campione delle baggianate colossali, chi ? il quotidiano cittadino ! il Piccolo, meglio noto ai locali col vecchio soprannome di "bugiardello" (ci sara' un perche no ?), l'elenco delle scempiaggini che giornalmente ci propina, sarebbe troppo lungo da elencare, ci vorrebbero intere pagine, alcuni dei suoi .... giornalisti? ... frequentemente si prendono certi svarioni incredibili, neppure i dilettanti riuscirebbero a tanto, questo sia nella versione cartacea che in quella online, vi chiederete perche' allora lo leggiamo: per i morti, gli incidenti, i programmi TV, mostre e concerti, ecc... insomma tutto quello che non riguarda la politica nazionale e ancora meno per quella mondiale, resta comunque un faro (e un megafono) per le associazioni degli esuli istriani (vd. Manzin).... ma spento per i triestini

 

23 - quasi a voler confermare la nota 21, nel marzo 2015, il giornale ne spara una delle solite. Articolone sulla scoperta di un grande accampamento romano nel vallone presso la val Rosandra ( ma gia' noto da tempo e pubblicato sul National Geographic), e forse colpito da un rigurgito nazional-roman-italico nell'enfasi arriviamo alla dichiarazione che assurda e' dire poco ... trovata la primigenia Trieste ! gia' vien da ridere, se poi leggiamo bene, scopriamo che il posto era stato scelto anche male, infatti li' la "bora", vento freddo e impetuoso che supera spesso, e di molto i 100 kmh, si abbatte con veemenza, immaginate l'idea di erigere una citta' proprio la', e se la scelta del sito per l'accampamento, ci fa' dubitare del buon senso dei costruttori, l'ipotesi che poi l'abbiano spostata dov'e' oggi, e' ancora piu' ridicola. Alcuni giorni dopo, il giornale si corregge, pare ora che i romani avessero usato un castelliere pre-esistente per il loro accampamento, peccato che i castellieri sono sempre, e preciso sempre, in cima ad un colle, insomma .... come diciamo noi ... pezo el tacon del buso !!

 

24 - da un paio di giorni (dic. 2016), si pubblicizza sul quotidiano cittadino un libro che, stando all'autrice, dovrebbe aprirci gli occhi sul mistero riguardante la vicenda della famiglia dei Ranfi, nota agli studiosi per la cacciata dopo il tumulto cittadino del 1313, e la totale distruzione della loro casa in Cavana. La vicenda appassionò quasi tutti gli storici cittadini degli ultimi secoli, in quanto nessun dei documenti rimasti, ci spiega le motivazioni di quei fatti di sangue, ognuno cercò di ipotizzare le cause a fattori contingenti di varia natura, chi li colpevolizzò di voler instaurare una Signoria, chi di voler cedere la città a Venezia ecc... Non ho ancora letto questo libro, ma già dalle prime spiegazioni, qualcosa non quadra, si fà riferimento al melone, noto simbolo cittadino) e ai suoi 12 spicchi, paragonando questi, a 12 famiglie che detenevano il potere, ma ... le casade, non erano 13 ? (nate appena nel 1246), poi si continua su una serie di riferimenti a esoterismi, templari, cellule massoniche (nel 1300 a Trieste??), eresie religiose e altre citazioni innominabili, il tutto mi rammenta quella trasmissione televisiva, che tanto ci fece divertire, dove il conduttore, che fù anche direttore RAI (immaginate come siamo messi), da un segno su una pietra, costruiva e inventava ipotesi ridicole, che spaziavano dagli alieni a draghi volanti ecc... Dopo un paio di giorni, sulla rubrica delle Segnalazioni, dello stesso giornale, ecco apparire un fan dell'autrice, e giù altri assurdi riferimenti strambi che legano simboli esoterici medievali alla nascita della Lista per Trieste, sembrerebbe quasi un spot pubblicitario del libro, più che un analisi seria, ma forse è solo la voglia di apparire caro sign. Adesivo, noto anche per i suoi commenti su Bora.la ? C'è una cosa che mi fà veramente girare le scatole, ed è che gli storici triestini, e ce ne sono di seri, non si degnano neppure di sconfessare questi ..... non sò neppure come definirli, dando loro ampio spazio di manovra, e permettendo loro di dilagare

 

25 - me n'ero dimenticato ! una bella presa in giro al turista che visita il nostro castello di s. Giusto, è certamente quel leone veneziano all'ingresso, venne posto dall'Italia dopo il 1918, se non erro, in epoca fascista, un onta per questa città che tanto sangue ha versato nelle guerre contro l'egemonia di Venezia ( ma lo hanno fatto anche a Gorizia!). Qualcuno magari, furbescamente dirà che il bastione rotondo, venne costruito proprio dai veneziani (e questo sì per controllare i tergestini), ma quando finalmente vennero cacciati, deduco che come minimo l'abbiano spezzato in piccoli pezzi, non l'avrebbero tollerato, se stracciarono la bandiera della Serenissima e la calpestarono in piazza grande, davanti all'Oratore di Venezia e lo rimandarono dal Senato gridandogli ... guerra ! immaginate un leone in pietra.

 

26 - reperti del I sec. d.c. - Sembra un passa parola, tutti i reperti romani ritrovati, vengono così datati, ma .... Tergeste viene presa dai romani 2 secoli prima, tutto scomparso o datazione di comodo ? e dato che Tergeste fu anche ultimo avamposto bizantino, a confine con i longobardi, per cui deduco militarmente rinforzata, dove sono i resti di quell'epoca ? e più sotto dei resti romani, cosa c'è ? ve lo dico io ...... archeologi di serie C, braccia rubate all'agricoltura !

 

 

MUGGIA :

le modificazioni storiche di comodo hanno colpito anche la piccola cittadina, quasi cancellando il fatto che prima di esser stata dominata da Venezia, fu dominio del Patriarca di Aquileia ( ceduta a lui dal vescovo di Trieste!), che ..... eresse un castello, ancora presente, e che i soliti analfabeti storici, strombazzano ai 4 venti: per controllare gli irrequieti muggesani. Ahhhh la Storia, se solo se la ripassassero ... persino i documenti tergestini del tempo ne parlano, lo eresse per difendere la cittadina dagli attacchi proprio dei tergestini, tanto che chiese il nolleggio di armi al Senato di Venezia, che per non rimanere coinvolta in una guerra con i soliti triestini, nicchio'. Gli assedi dei tergestini a Muggia continuarono per secoli, le due enclave non si amarono mai.

 

 

naturalmente le <balle storiche> non si sono limitate a Trieste, la Storia ne e' piena, sin da tempi remotissimi, invenzioni, fantasie, modificazioni, strumentalizzazioni, falsificazioni, hanno riempito pergamene, libri, giornali e anche geroglifici, fate voi ... I governi, preso coscienza che uno scritto compiacente verso una parte politica, o una nazione, costituiva un buon megafono della propaganda, egualmente i signorotti delle varie citta', sovvenzionarono spesso scrittori disponibili, affinche' esaltassero lodi e magnificenze e occultassero lati oscuri e sonore sconfitte, cio' continua ancora sistematicamente, ogni tanto pero', qualche raro storico che non si vende, scartabella documenti, scopre e denuncia queste ignominie, purtroppo una bugia ripetuta all'infinito, diventa sempre verita' (per il beota)

 

GORIZIA :

... citta' da sempre italiana - naturalmente coloro che non sono di queste zone, non possono saperlo, ma neppure il nome puo' avvalorare questa strampalata tesi, inventata nel 1918 dalla propaganda nazionalista italiana, infatti deriva dal vocabolo slavo (gorica) che indica un piccolo colle, sarebbe poi da precisare che il castello, precedente alla citta', venne eretto per volere del Patriarca di Aquileia che guarda caso era un tedesco, che i castellani furono sempre dei tedeschi, e che dire dei primi abitatori del borgo, tutti di chiara origine slava, insomma ... di italico ... proprio nulla.
e per non finire .... negli anni '30, in pieno periodo fascista, una lapide con il leone veneziano, ritrovata in un magazzino, venne apposta sul castello cittadino, un onta per i goriziani, da sempre nemici della Serenissima, lo stesso castello venne occupato dalle truppe venete solo nel 1508 ma nel 1509 si ritirarono. Come facciano ad avere tanta fantasia certi storici (?) e' un mistero

2017 - il nuovo sindaco della città, esponente anch'esso della destra, dovrebbe magari studiarsi la storia della città che amministra, prima di sparare ........ate a caso alla tv, non c'era bisogno di proteggere dalla slavizzazione Gorizia, era da sempre slava ! ahhhh se solo studiassero almeno un poco e parlassero meno ......

 

DALMAZIA :

prima Illyria, poi impero di Roma poi bizantina, poi divisa tra croati e serbi

L'errore in cui cade comunemente l'ignorante (quello che ignora), e' credere che tutta la regione fosse stata di dominio veneziano, cosa errata e priva di qualsiasi fondamento, infatti la Serenissima occupava militarmente s'intende, le isole (e non tutte) e alcune (in verita' non molte) cittadine sulla costa, mentre il territorio era bene dei vari Bani o Vayvoda, governatori ungaro-croati per la maggior parte avversi a Venezia, ma alcuni lusingati e comprati dal Consiglio che li iscriveva pure sui propri albi d'oro, dove altri dovevano pagare fior di ducati d'oro, chiudevano gli occhi sul passaggio di truppe, attracchi di galee ecc..., alcuni poi, aprofitteranno delle armate venete, per eliminare i concorrenti vicini ed appropriarsi dei loro beni. Da precisare inoltre che, nell'esercito bizantino, militavano anche guerrieri croati, che riunitisi le diverse tribu', formarono un regno proprio sulla costa, molto prima che arrivassero i veneziani, vedasi le tante storie scritte dai veneziani stessi... se poi, non credete neppure a loro ....

 

ZARA :

Zadar, anticamente Jadra, ma prima Kotar

apoteosi delle amenita' sugli scritti odierni che riguardano questa enclave, spacciata per italiana vantando una colonizzazione veneziana, senza pero' tener conto della vera storia. Basandoci proprio sugli antichi testi scritti dagli storici di Venezia, ...... continua

 

FIUME :

oggi Rijeka, anticamente Tersatto

probabilmente fondata dai "liburni", popolo che fu' sempre in guerra con i romani, noti per le loro veloci e potenti navi. Dopo la conquista delle truppe dell'impero, al disfacimento dello stesso, passa sotto dominio bizantino ed in questo periodo inizia la colonizzazione croata del sito, tanto che viene poi aggregata al regno croato che a sua volta viene assorbito da quello ungherese al quale rimarra' a fasi alterne, congiunta sino al 1918. Venezia la attacca e la distrugge ben 2 volte, inoltre saccheggia le sue chiese, fa' strage della popolazione con esecuzioni sommarie e violenta le sue donne (tutto documentato dai capitani veneti! i diari del Priuli- missive al Senato), ma ogni volta, dopo se ne va'. Nel periodo imperiale, anche dei nobili triestini furono capitani di Fiume. Nel 1920 il vate? Dannunzio con un corpo di camicie nere (fascisti per chi non l'avesse capito), occupa la citta', ma dopo pochi mesi viene cacciato dalle stesse truppe regolari italiane, nel '24 per disfacimento dell'impero asburgico, viene annessa all'Italia, che come fece in tutte le altre parti, comincia immediatamente l'italianizzazione e l'importazione in massa di genti fedeli, considerando gli anni, potete ben immaginare l'orientamento politico dei nuovi venuti .... molti di essi si distingueranno per operare col manganello sulla popolazione autoctona che parlava una lingua che non fosse l'italiano, sbandierando la difesa della razza superiore, poi saranno costretti a scappare e oggi tramite i midia accondiscendenti, reclamano quelle come loro terre di diritto (grandi facce toste). Nel 1945 le truppe di Tito entrano nella citta', cacciano gli ex fascisti (oggi slavati per bene si spacciano per nazionalisti-italici) e la annettono allo stato yugoslavo.

Conclusione : da piu' di 1000 anni Fiume appartiene alla Croazia (anche se accorpata dal regno ungherese), e dopo questo sunto ristretto storico, vorrei sapere su quali basi insensate, Fiume sarebbe italiana ?

2017 - uscito un libretto molto, ma molto, pubblicizzato dal quotidiano il Piccolo, sulla Storia di Fiume, io non l'ho ancora letto, provate a vedere se trovate notizia di questo sotto

 Fiume Rijeka 1509
dai Diari di Girolamo Priuli Capitano Generale della Repubblica di Venezia, scritte di suo pugno e presente agli atti descritti

 

 

 

 

ringrazio il o i siti che su Facebook hanno pubblicizzato questa pagina, mi spiace solo che la gran parte dei visitatori, si sia fermata qui senza incuriosirsi e girare tra le pagine - NB : io non sono presente su Facebook e non ho niente a che vedere con www.triestestoria.it sito nato nel 2017