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LE ANTICHE MURA DI TERGESTE

 

La citta', nata probabilmente sul sito di un castelliere [1], era da sempre cinta da mura, oggi non ce ne rendiamo conto in quanto quasi tutte sono state demolite facendoci perdere del tutto la senzazione che poteva dare la loro vista al forestiero che si avvicinava a Tergeste, ma erano imponenti, racchiudevano al suo interno la citta' che oggi chiamiamo vecchia, e sopportarono innumerevoli assedi con relativi cannonneggiamenti. Nei secoli con l'allargamento dell'urbe dovuta all'affluenza di nuove genti, le mura subirono delle modifiche sostanziali, dal tempo della dominazione romana[2], quando nel loro tragitto passavano sotto l'odierna chiesa dei gesuiti (sono ancora visibili) e il mare le lambiva, col progressivo imbonimento della riva [3], onde accorpare spazio vennero erette nuove che includessero l'area che si era venuta a formare, nasce così la zona che includeva l'odierna piazza vecchia, il fu' ghetto degli ebrei, la zona dell'odierno palazzo comunale e gran parte del rione di Cavana, tutto spazio rubato al mare. Se teniamo conto poi, che i romani costruivano i loro teatri al di fuori della cerchia cittadina, dobbiamo dedurre che ad un certo periodo, anche da quel lato la citta' si allargo' (il teatro conteneva 6000 spettatori), tanto da conglobare al suo interno cio' che di lui rimaneva . Sul lato dell'odierna via s. Michele, le mura medievali ricalcavano per un lungo tratto quelle romane, visibili sotto gli scavi (vd. foto), nella parte alta venne aggiunta una nuova cinta che racchiuse un borgo denominato san Lorenzo, quelle in cui oggi sorge l'orto lapidario e che fu anche il giardino privato del Capitano della citta'[4]. Un adattamento si ebbe anche nella costruzione del castello di s. Giusto, le mura che prima giravano probabilmente presso una torre detta di Caboro, e che formavano l'angolo superiore della forma triangolare della citta' stessa, vennero man mano o demolite o conglobate dalla costruzione del maniero. La piu' antica immagine giunta sino a noi, quella dell'affresco della pala di s. Giusto, ci da' un idea di come fossero attorno alla meta' del 1300, alte, merlate alla guelfa [5], avevano un rinforzo interno ad arco cui la parte soprastante era usata per il camminamento delle guardie, la gran parte delle torri rappresentate hanno la cortina interna cava dove una scala permetteva la salita ai vari piani, su alcune di esse verra' anche costruito un tetto. Nel 1300 non c'erano veri e propri militari addetti alla guardia, ma popolani e villici, anche ai nobili patrizi spettava il turno, ma spesso o non si presentavano, o mandavano altri, una curiosita', anche le donne venivano addette a questo servizio (da atto del maleficio, in cui una viene multata per non essersi presentata). Come da prassi, dei castelli del medioevo, ad ulteriore difesa della cinta muraria, esisteva un largo fossato, che nei punti in cui non giungeva l'acqua, veniva usato anche come letamaio, davanti alla torre di Donota partiva un fossato che giungeva alla porta di Riborgo e scendeva sino alla portizza di Riborgo, il canale continuava poi diretto sino al mare, in questo canale era convogliata l'acqua del torrente Pondares che si congiungeva con l'acqua di mare, il tratto sino alla portizza era certamente navigabile da piccole imbarcazioni, infatti dalla portizza sopra citata il canale entrava in citta' e attraverso l'odierna via del ponte (toponimo) [6] giungeva sino alla piazza vecchia. Dall'altra parte della citta', a fianco delle mura, esisteva altro fossato in cui confluivano le acque del torrente s. Michele che scende lungo il pendìo, costeggiava le mura a barbacane, passava davanti la porta Cavana dove si mescolava all'acqua del mare [7], questo lato inoltre aveva gran parte delle mura rinforzate da un barbacane (vd. torri - Cavana). L'affresco trecentesco della citta' ci presenta anche le tre torri sul lato mare con porta, e' possibile che anch'esse fossero munite di ponte levatoio e che davanti ci fosse un fossato, ma le scarne notizie non ci danno conferma se cio' era vero
G.L.

[1] - l'esistenza del castelliere non e' mai stata dimostrata, tutto si basa sul fatto che i romani : rifecero le mura, cio' indicherebbe che ce ne fossero di preesistenti, ma di che tipo fossero, se del tipo carsico (pietra non presente sul sito), o su stampo greco (Micene, Tirinto, le stessa Atene etc.) non lo sappiamo, anche se questa seconda ipotesi sembra piu' plausibile, da cio' la credenza che gli antichissimi abitatori traessero origine da una colonia greca-tracica, assorbita forse poi dall'avanzata dei Celti, al quale forse e' ascrivibile lo stesso nome della citta'. L'ipotesi che la prima Tergeste fosse nata come villaggio su palafitte nella palude che si estendeva da quello oggi chiamiamo borgo teresiano fin sotto il colle (civiltà terramare - marne), non puo' essere confermata, in quanto non vennero mai fatte ricerche in questo senso, tutte le notizie partono dall'epoca romana, e di ricerche di cio' che fu' prima, si limitarono agli scavi del Marchesetti nei castellieri attorno al territorio, gli anni sucessivi, per avvalorare una italianita' alquanto forzata, tutti gli scavi, che furono piu' un opera di demolizioni, si fermarono al reperto romanico, e stranamente nessuna traccia dell'epoca bizantina della città. Come non bastasse, le datazioni date ai reperti che ogni tanto riaffiorano, sono a dir poco discutibili, tutte partono dal II sec. d.c., quasi che i secoli precedenti, fossero scomparsi, e sui novelli archeologi, ce ne sarebbero di cose da dire !

[2] - Trieste fece anche parte dell'impero bizantino, e fu anche l'ultimo avamposto a bloccare i Longobardi, è presumibile che Costantinopoli rinforzasse le mura e insediasse in loco un forte presidio armato, ma tracce non si sono ancora trovate

[3] - l'imbonimento fu forse dapprima naturale, infatti tutta la parte bassa della citta' era attraversata da una moltitudine di torrentelli che nei secoli trascinarono nel loro corso il materiale che trovavano sulla loro strada, qui si formo' una zona paludosa che durera' anche in tempo medievale (Valderivo-Bauderiu') e che arrivava sino all'odierna via Carducci, viene infatti affittata dal comune alle varie coltivazioni e all'uso dei canneti che vi crescevano, una gran parte della parte piu' bassa di costa marina, poi verra' attrezzata all'uso di saline, il petrolio dell'epoca e causa delle innumerevoli guerre con Venezia.

[4] - il Kandler avvalla l'ipotesi che questo fosse il sito in cui sorgeva il borgo (storia del Consiglio dei patrizi di Trieste), se cio' fosse vero, e' molto probabile che tutta l'area racchiusa dentro i limiti di queste mura, nasconda sotto il suolo, opera di strani interramenti, varie sorprese, il borgo infatti, si trovava molto piu' in basso dell'attuale livello del terreno. Da una mia ricerca in tal senso, ho appurato pero' che nei Liber Camerarii esiste una nota in cui sono menzionati nello stesso momento sia il borgo che il futuro giardino, cio' indicherebbe due localita' distinte, spero quanto prima di darvi ulteriori ragguagli

[5] - la merlatura alla guelfa potrebbe essere una modifica operata dai triestini dopo l'emancipazione dal dominio vescovile, e' ipotizzabile che infatti a quel tempo, le mura avessero forse la merlatura a coda di rondine, l'ipotesi sarebbe anche suffragata dalla statua di s. Giusto con la citta' in mano, posta sopra l'ingresso del campanile della cattedrale

[6] - il canale verra' poi riempito di materiale, essendo in quel punto l'acqua stagnante, gli abitanti che ipotizzo lo usassero anche come latrina, si lamentarono per gli odori acri che esso emanava 

[7] - la porta di Cavana era sita all'incirca un metro e mezzo piu' in basso del livello odierno del rione stesso (vd. pg. torri), era infatti spesso soggetto ai ripetuti allagamenti delle alte maree, tanto che in taluni casi le mareggiate portavano via lo stesso ponte esterno al di fuori della porta cittadina

 

cinta muraria tergeste

 

LEGENDA
A.D. archivio diplomatico bibl. civica Hortis
add.addizione leggi statutarie
B/Mbanco del maleficio (processi)
c.contrada
com. comune-comunale
L/Clibri dei camerari
N.EX notai estimatori (vacchette)
rubr.rubrica
V. libri dei vicedomini - il n° indica il volume
?riferimento sconosciuto

attenzione : alcune note sono riportate in forma originale, come scritto nei documenti comunali

cinta muraria tergeste

32 a.c.- Augusto rifà le mura a Tergeste e Pola (Kandler, l’Istria fasti istriani)

493 d.c.- ricostruite da Teodorico re degli Ostrogoti (Generini)

 

1285 - Venezia impone a Trieste la demolizione delle mura sul lato mare

1291 - Venezia impone a Trieste la demolizione delle mura sul lato mare e a non ricostruirle per almeno 15 anni (Pace di TV)

nei primi anni del 1300, scopriamo dalle note dei vari atti sia dei vicedomini che dai notai, che tra il palazzo comunale e le mura del lato mare, quelle della piazza grande per intenderci, esistesse un fossato, su di esso venne eretto uno o piu' ponticelli, fino alla totale copertura con lastroni di pietra. Dobbiamo supporre che fosse il fossato che prima delimitava l'esterno delle vecchie mura cittadine, fatte demolire da Venezia dopo i soliti assedi operati dalla Serenissima, cio' darebbe anche adito all'ipotesi che la torre del comune, fosse in realta' il resto di quelle mura, di molti metri piu' arretrate. E' inoltre probabile, che gli stessi veneziani, usassero il vecchio fossato, nella delimitazione del castello di Amarina (vd. pg. castelli)

1318 - rubr. 128 - divieto di piantare per un passo dalle mura (Statuti di Trieste -p.103)
cinta muraria tergeste1318 - rubrica n° 138 - ... 4 passi di muro presso i 2 volti .. {Statuti di Trieste, p. 106}
1321 - erette da porta Cavana al Comune (super ripe maris .. a paladis Cavane, venendo verso il palazzo comunale, fare 12 passi di muro senza volto alte un passo ) {Statuti di Trieste 1318, add. p. 59}

12/12/1322 e 17/2/1326 - casa in c. Cavana di Vital Baschera, e casa che confina con la casa di Chiriatoli e casa di Vitale Baschera e riva del mare {2B-Cancelleria 1} (V. 1)

g. 1323 - rub. 129 - lasciare liberi i volti delle mura (casa Justina de Salocha) –{Statuti di Trieste - add. p. 103v}- rub. 138 [ rifare muro della città (p. 106) - genn. 1323 (immagine sotto) - divieto di tenere letame, vinacce o altro tra i muri nuovi com. a <palata cavana> al porto ...

g. 1326 - .. riparazione delle mura della città cominciando da Torre Cella a Torre Tigori-{ Statuti di Trieste 1318-add. p. 106}- vd immagine sotto
20/1/1326 - orto in città (in c. Prelaseri) presso il monastero Cella e il muro com. {N.EX-v.1 }
23/3/1327 - vendita di uno spazio vuoto in c. Cavana fra i muri nuovi com. {V. 4 }
1328 - casa in c. Rene presso muro antiquo com. -2B-Cancell. 1
16/2/1329, il mercante Girardo occupa abusivamente terra in c. Cavana, presso il volto e il muro Com. {2B-Cancelleria 2 } » egualmente fà Jacobo fili Penci pescatore
20/4/1330 - Michele Niblo ha un orto est. porta Cavana presso la riva del mare e il fossato com. {N.EX-v.1}
nov. 1330 - lavori ai volti delle mura e alle mura nuove [L/C]
luglio 1332- lavori alle mura [L/C]
1333 - stabilito che quando le nuove mura della città, sul porto, saranno perfezionate, si debba erigere controscarpa per la conservazione delle stesse - viene inoltre ordinata erezione casetta, all’imboccatura della darsena, per mettere 2 custodi, che con catena e chiave, di notte, chiudessero l’accesso, e presentassero ogni mattina (pena di £ 50), la chiave ad uno dei Giudici (Statuti di Trieste 1318 add - Kandler, l’Istria,v.5)
g. 1333 - le mura lato mare erano fatte ma non ancora la gradata verso il mare {Statuti di Trieste - add 19- p.164}
1335 - riparare mura della città c/o porta s. Michele e Donota e cominciare muro Gironi Piscarie {Statuti di Trieste 1318, add. p.153-n° 49}

27/9/1342 - si stima legname di Johanne detto Gamboci, presso il volto del Com. post palazzo Com., presso il volto che tiene orto il Butiglarius platee nove Com. e turi Com. que dicitur Fraternitatis {N.EX-v.3}
9/4/1343 – in ospitio Margarite post palaci com. … est penes muros novos com. [B/M-2°] – prope muros novos com. …. versus mare
1350 - ..muro nuovo com. a palata (palizzata) Cavana ... al porto {Statuti di Trieste - p. 258}
135?? fare restauro delle mura {Statuti 1350 - addizione p. 331v}

19/10/1357 - sul lato esterno delle mura di Cavana, c’era lo Squero {2B-Cancelleria 6}
maggio 1362 - lavori alle mura in Caboro [L/C]
2/2/1366 - casa in c. S.ti Silvestri c/o le mura antiche della città {V. 22} » credo si tratti di quelle romane ancora presenti sotto
18/10/1371 - casa in c. Castelli presso muris antiquis civit Terg. [V. 23 ]
20/1/1373 - il senato di Venezia autorizza il Barbarigo al restauro mura a Trieste (Trieste sotto occupazione veneziana)

cinta muraria tergeste   cinta muraria tergeste

 

 

cinta muraria tergeste lato via s. Michele, lavori di sbancamento attorno al 1930, la cinta muraria in basso a mattoni, e' l'antica cinta di epoca romana, la foto unica nel suo genere, da' l'idea dell'altezza delle mura cittadine, nel cerchietto evidenziato un operaio, e' possibile che il livello del terreno anticamente fosse piu' basso di quello visibile nella foto.

 

cinta muraria tergeste  cinta muraria tergeste

durante l'ennesima occupazione armata di Trieste, da parte delle truppe della Serenissima (1371/80), Venezia decide di erigere un castello in quella che oggi chiamiamo comunemente piazza Unita', le notizie in merito al tipo di opera eseguita sono scarne e forse disegni, mappe e altro si trovano ancora in qualche angolo della Marciana a Venezia, dal poco che ci e' dato sapere, si ipotizza che dietro l'allora palazzo comunale, i veneti scavassero un canale in cui confluisse l'acqua del mare, usassero la cortina delle mura presenti, staccandole, come un lato dell'opera , e ne elevassero altri 3 lati a chiusura del forte, usarono le 3 torri cittadine gia' presenti e ne fecero altre 3 dal lato opposto. »»» vd. castelli

 

1420 - rifatte e restaurate
2/9/1423 - lavori alle mura di Donota [L/C]
luglio 1426 - lavori alle mura a s. Michele [L/C]
1452 - menà' piera alle mura a s.Servol [L/C]
1463 - lavori ai merli della zella (Cella) - conzadi manteletti alle mura - scale e ripari alle mura - [L/C]

assedio di trieste 1463
1463 - gli eserciti al soldo di Venezia, assediano Trieste, le continue cannonate, demoliscono parte delle mura, ma mentre infuria la guerra, le donne tergestine riposizionano i massi al loro posto (da lettera di generale dell'armata al Senato di Venezia)

20/5/1470 - l’Imp.re Federico ordina di rifare le mura
1483 - Federico 3° ordina il restauro (1/1B8,Jenner)

cinta muraria tergeste

28/5/1492- mura rotte alla portizza di Riborgo [L/C]
15/1/1495 - mura cadono sopra Donota [L/C]
1499 - rifatte e restaurate, lavori alla mura del borgo s. Lorenzo e di s. Michel [L/C]


27/8/1500 - Augusta : Massimiliano ringrazia la citta' per aver riparato le mura e la fortezza con le spese pubbliche, cosi' lui potra' venire in visita alla città [Codice Piccardi]
1509 - fatti alcuni merli a Cavana -... travj sula mura fu fati li reparj per li archibusj alj merlj - fatti i ripari dalla torre della Beccheria a quella de Baseio [L/C]
1511 - causa terremoto cadono 2 torri al porto (Boccole?) - (..della banda de s. Francesco ..... vd. Sanudo) .. ciò indicherebbe dalla parte di Cavana
1533 - lavori alle mura (c/o Portizza?) [L/C]
1538 - lavori alle mura dietro la becharia [L/C]
1539 - fatta scala alla mura del Malcanton e conzade le mura sino alla torre del Casal, e attorno alle mura di Riborgo e Chiauchiara, conzade fuori porta Donota (e dipinta l’arma), e fuori e attorno la torre del Casal. [L/C]
5/1/1542 - conzade alla Bianca e là del castello, e fuori del Turiom ? ,22/3 - le mura c/o la torre Tiepolo, lavorate le bombardiere alle mura [L/C]
1544 - levati 2 pezzi di artiglieria, dalle mura [L/C]
1547 - levate le artiglierie [L/C]
28/8/1548 - conzade le mure de Donota [L/C]
7/3/1550 - 14 tavole di cavallo e neta' le mura [L/C]
1551 - pulite le mura [L/C]
1552 - lavori alle mura c/o Riborgo-Becherja-Portizza Cavana [L/C]
1557 - cadute le mura del castello [L/C]
1562 - lavori alle mura, calzina c/o la torre delle ore [L/C]
1566 - fatta ispezione alle mura e conzate,demolito un pezzo di mura c/o la Portizza ,(6 ag) lavori alle mura e abassate certe torri ? [L/C]
1567 - portata scala alle mura [L/C]
1569 - conzade le muraglie [L/C]
19/12/1569 - lavori alle mura [L/C]
1576 - lavori alle mura [L/C]
1582 - 100 lavronj per le mura, e fatto cason [L/C]
10/6/1583 - rescritto di riparazione delle fortificazioni [L/C]
1584 - fatti diversi lavori [L/C]
1586 - fatti lavori [L/C]
1587 - murata porta della muraglia (?) [L/C]
1589 - lavori alla muraglia della città [L/C]
1597 - pulito il buco delle mura c/o la Portizza Cavana, portata scala alle
1597 - lavori ai cornigi e ai busi delle mura - fatta la guardia di notte, che le mura erano rotte ? [L/C]


1600 - conzado un buco alla mura del porto, i muri della portiza di Riborgo e di Riborgo, murate 4 balestriere alla portiza di Cavana [L/C]
1601 - conzadi i muri fuori Riborgo [L/C]
1603 - acconciato il muro di Cavana [L/C]
1607 - per far stropar una balestrera della muraglia - per far levar un pezo di muraglia, che fu cascata [L/C]
1614 - .per dui cari de travi comuni et tante tolle de caro per far le valdiolle sopra le muraglie della Città [L/C]
1615 - amesser Daniel Studena per tolle che fu fato il armamento per far la scar...a et sopra la Muraia ......[L/C]
1616 - al figliolo del Montanello per quatro morali per far li scalini delle scale delle mura.. [L/C]

NB : ad un tratto i libri dei Procuratori generali e camerari non riportano piu' le spese minute del comune ma solamente salari, e' probabile che esistesse altro libro in cui esse venivano annotate

mura trieste

16/11/1715 - riparare le mura della città che sono guaste ecc {Libro dei Consigli-betaA4-p. 13}
genn. 1720 - £ 420 per riparazione delle mura della città [AD; 17A 8/5]
16 - 18/7/1728 - (fatte 2 porte) nella muraglia avanti la beccaria (8F 13)
18/7/1728 - a Valentin Derdan furlano, £ 4 : 10 per aver netato il fosso nella piazza Grande et fuora le mura al Squero vecchio ..... [8F 13]
ag. 1743 - si inzia a demolire le mura c/o la chiesa di s. Pietro- il 21 ag. si inzia la costruzione della porta Nuova e nelle fondamenta si trova acqua dolce, viene messo un ponte di rovere (Scussa A., i Diarii)
1746 - Videz, Lucha- paga affitto per sito dietro le mura de Cavana c/o le monache {AD. 3D1-fascicolo} » ancora il 1748 {3D1}
1749 - mura demolite c/o Beccherie [oggi Questura] (Tribel,passeggiata)
1750 - mura demolite tra Barbacan e mare (rivista della città di Trieste,genn 1958)
1752 - demolite mura tra città vecchia e nuova (2F8,Tribel)
17/11/1756 - ...riparare le mura andando a S. Giusto ove sono li capitelli (A.D. 12D 4/7)
15/10/1765 - un privato (Schopp), demolisce i merli delle mura c/o i Capuccini (lato v. Venezian?) e abbassa il tutto, viene ammonito dal comune, le pietre dei merli devono essere usate per il lastrico delle strade vicine (vd. 16A3/2) » chissa' se sono ancora sotto ?
9/6/1769 - .. si pensa ad una casa leggera (?) entro le mura dello Squero vecchio che conduce alla Pescheria, dov’era la baracca per la carrozza della Posta [Protocollo pubblico]
23/10/1769 - ...scala (antica) c/o le Beccherie vecchie (lettera di Orsola Comencha) {AD. 16A5}
21/4/1770 - Francesco Viezoli chiede sito dietro le mura in Cavana -24/11, accordato -{AD; 14F6}

cinta muraria tergeste

inizia ora tutta una serie di richieste di siti sotto le mura di Cavana, esattamente il lato che chiamiamo oggi v. Pescheria, da cio' si deduce che le case nacquero addossate alle mura stesse, che probabilmente non vennero demolite, ma conglobate tra le case erette internamente ad esse e quelle esterne

26/5/1770 - Giorgio Leoni, timoniere della feluca, chiede di poter chiudere con mattoni il volto alle mura che ha presso la Pescheria -accordato- {AD; 14F6}» Giuseppe Battistata chiede un volto presso la Pescheria
7/7/1770 - supplica di Francesco Garusa,per affitto 2 volti c/o la Pescheria (AD; 14F6) - 11/8, supplica di Lorenzo Bonomo, per aff. 2 volti delle mura dietro il magazzino dei Sali (Cavana)- 25/8, supplica di Natale Pellegrini per volto c/o la Pescheria {AD. 16A 5}
24/11/1770 - Francesco Viezzoli chiede sito dietro le mura in Cavana (già richiesto il 21/4 al n° 4) [14F 6]
23/2/1771 - ricorso di Cattarina Novelli nata Pontarigo per un volto davanti ai magazzini dei sali (Cavana){vd. 23/3 n°-2} [AD -18F 6]
18/12/1775 - demolite parti delle mura, casa del Fusconi, c/o beccherie in Cavana (lato via delle mura)(AD - 16A3/3)
1779- relazione dei Provvisori sulla demolizione delle pubbliche mura fatta da Tomaso Puz nella braida sotto il castello [Protocollo Pubblico Politico]
30/7/1784 - affitto 2 volti nella contr. per andare in Pescheria, eretta casetta n° 495, a eredi de Brigido - affitto di Maria moglie di Gio. Dionori, di 2 volti nella contr. per andare alla Pescheria, eretta casa n° 497 - altri 2 volti nella stessa contrada, aff. a Gius. Burella, eretta casa e bottega n° 498 - 3 volti, trasformati in torchio per olio con sopra casa n° 559, affittati a Stanislao Kupfersein
1/6/1842 - inizia demolizione (Jenner,5A 1/7-Jenner, 1/2C2, p.101v fù testimonio)-demolite tratto di mura in v. Cattedrale (4 nicchie con figure in legno a grandezza umana della passione di cristo, salendo dopo c’era cappella di s. Servolo (casa 333) e a ds. del cimitero,dietro torretta deposito delle polveri- (Generini)

 

cinta muraria tergeste
è credenza che questi, a s. Giusto, siano gli unici resti delle antiche mura cittadine, io ne dubito molto, troppo basse, troppo sottili, confrontate con quelle dell'orto lapidario (foto sotto), son ben poca cosa. Come avrebbero poi, sopportato i lunghi assedi veneziani ? non scherziamo

mura trieste    mura trieste
mura perimetrali dell'orto lapidario fu giardino del Capitano e borgo san Lorenzo